Il Palazzo Reale di Napoli nasce per volontà del viceré Fernandez Ruiz de Castro, che nel 1599 volle costruire a Napoli una reggia capace di ospitare sfarzosamente il sovrano e la corte spagnola. L’incarico venne affidato a Domenico Fontana, famoso architetto della corte papale. La costruzione del Palazzo ebbe inizio nel 1600, ma continuerà per secoli, e si completerà solo nel 1843 ad opera di Gaetano Genovese, che ampliò e regolarizzò il progetto originario, conferendo al Palazzo un’impronta architettonica unitaria.
Nucleo di tutto l’edificio è l’Appartamento Reale. Ad esso si accede tramite un monumentale scalone in marmo bianco decorato nella parte inferiore da bassorilievi allegorici. Prima sala a destra dello Scalone è il Teatrino di Corte, allestito da Ferdinando Fuga nel 1768. La sala è decorata con stucchi bianco e oro e conserva le originarie 12 statue in cartapesta raffiguranti Apollo, Minerva, Mercurio e le nove muse. Tre anticamere introducono alla Sala del Trono: il trono, databile intorno al 1845-50, è in stile impero; il baldacchino di velluto e galloni dorati risale al XVIII secolo e proviene dal Palazzo Reale di Palermo. Il soffitto neoclassico raffigura l’estensione del regno delle Due Sicilie nel 1818. La sala è allestita con ritratti di personaggi di corte, re, principesse e regine. Superando la Galleria, si accede alle stanze private, fra le quali la Cappella di Maria Cristina, prima moglie di Ferdinando II. Dietro l’altare ligneo, dei primi dell’800, è conservato il sarcofago di rame argentato della regina.
Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Napoli e provincia